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Buon compleanno, tanga!!!

Ultimo Aggiornamento: 05/07/2011 17:35
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05/07/2011 17:35
 
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30 anni di tanga


Karolina Kurkova sfila in tanga per Victoria's Secret


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Nasce nel 1981 in California l'accessorio più bollente dell'intimo femminile. I suoi veri natali, però, risalgono al 1972 e a Rosa Primo, modella carioca e coniglietta di Playboy. Ecco la sua storia tra gli alti e bassi della moda di Simone Marchetti

Energia

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Ci vuole più coraggio a indossare certi indumenti che a restare completamente nudi: o almeno questo viene da pensare di fronte al mitico tanga, oggetto del desiderio maschile e ossessione femminile che oggi compie 30 anni. La sua storia pericolosa inizia ufficialmente nel 1981 in California, dove Frederick Mellinger, proprietario di un mitico negozio di lingerie su Hollywood Boulevard a Los Angeles, decide di lanciarlo su larga scala con la linea Frederick's of Hollywood.
Il tanga di Frederick, però, arriva da un'altra località, per l'esattezza dalla spiaggia di Ipanema a Rio De Janeiro. Qui, infatti, nove anni prima, in una giornata dell'estate del 1972, Rose di Primo, ballerina e modella, decide che il micro slip indossato non è abbastanza invisibile per mettere in risalto il lato b della sua bellezza. Prende così le forbici dal beauty case e ritaglia quei centimetri incriminati di troppo pudore. La ragazza, prima coniglietta carioca a finire sulla copertina dell'edizione brasiliana di Playboy, la sa lunga in fatto di abiti: poco importa se negli anni successivi si pentirà delle sue scelte e finirà in diretta tivù a rivelare la sua conversione religiosa. All'epoca di Ipanema, sa benissimo che nella seduzione non è importante quanti centimetri si mostrano ma come li mostri.
Ed ecco spiegato il successo del filo interdentale da spiaggia, accessorio odiato dalla maggior parte delle donne ma idolatrato da tutti gli uomini: il suo potere, infatti, è svelare ciò che si finge di nascondere, gettando il sasso nello stagno della provocazione per poi nascondere il braccio.
Estate dopo estate, anno dopo anno, il tanga si rivela così per quello che è: una pericolosa arma a doppio taglio, una sorta di occhio di bue puntato sul minimo inestetismo, un accessorio capace di far capitolare il fascino in pochi secondi e in ancor meno centimetri.
La sua seconda giovinezza, invece, porta più maturità: lontano dalle spiagge, la micro-mutanda riappare sotto i vestiti aderenti, dove serve per non disturbare la linea degli abiti. Col finire degli anni Novanta, poi, e con l'arrivo dei pantaloni a vita bassa, inizia a far capolino dai jeans, prima nelle strade più tamarre e poi nei videoclip hip-hop. Il salto dallo streetwear alla passerella è un soffio: ne è un'esemplare interprete Anna Oxa, quando si presenta al Festival di Sanremo, nel 1999, col brano "Senza pietà". In total look Gucci by Tom Ford, la cantante sfoggia un paio di pantaloni a vita bassa corredati da tanga a listini che saluta il pubblico ammiccando dai fianchi ossuti dell'artista.
Tom Ford, del resto, non è nuovo all'argomento, infatti è da poco riuscito a mettere questo accessorio persino addosso a un uomo, sulla passerella maschile del marchio dalla doppia G. Nonostante questo, però, dopo qualche anno il micro slip finisce nel dimenticatoio diventando persino un tabù tra le fashion victim: l'unica sua variante concessa, ai nostri giorni, è la versione color carne, quella che le modelle indossano in ogni sfilata, sotto le creazioni degli stilisti.

Lady Gaga indossa un tanga nero sotto i leggings seconda pelle e la guêpière

Ultimamente una mutanda "virtuale" è stata appiccicata in post-produzione sopra al tanga di Natalie Portman, nel trailer "Your Highness", poiché l'attrice è stata ritenuta troppo osé. In un'estate come questa, infine, tutta dedita ai costumi design e alle mutandine a vita bassa, il tanga resta confinato nel cassetto, rimanendo un accessorio da "Tamarreide". Ma nella moda, si sa, non bisogna mai dire mai: i primi trent'anni del tanga non sono che il preludio alla solita vita di alti e bassi, destino comune a tutti gli accessori estremi del guardaroba femminile.
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